venerdì 26 dicembre 2025

La sigaretta in onde medie

Quella busta di tabacco che le aveva regalato il padre per l'onomastico era davvero troppo forte per lei. Coltivato in apposite piantagioni di proprietà Italsider, veniva, una volta raccolto, additivato con polveri pesanti dei Navigli e fuliggine di Salina, usata come calmiere del gusto altrimenti troppo amaro per il mercato europeo. Daniela arrotolò la sigaretta davanti al cancello dell'ospedale, aspirando avidamente il contenuto in tre tiri sostanziosi, prima di oltrepassare la zona con divieto di fumo. Nonostante avesse i polmoni abituati, sentì un marcato pizzicore alla trachea. Vestita di tutto punto, con capelli polinesiani appena lavati, entrò nell'ascensore per i visitatori e premette con decisione il pulsante logoro del secondo piano. Appena partito, sola nell'abitacolo si appoggiò ad una parete e svenne istantaneamente. L'incredibile potenza di quel tabacco e molto probabilmente lo stress accumulato nei giorni addietro la misero ko. Giunto al piano si aprì la porta automatica dell'ascensore. Davanti in attesa si trovava un gruppo di infermieri novizi. Immediatamente cercarono di soccorrerla. Daniela si trovava a terra in posizione fetale, con gli occhi sbarrati tipici dello stitico dopo la colazione mattutina. Credendo erroneamente, ma in buona fede, che fosse in preda ad infarto fulminante richiesero l'intervento di un defibrillatore con piastre cariche al massimo voltaggio. Le vennero appoggiate sul petto e poi data corrente. La reazione della ragazza fu del tutto inaspettata. Daniela si sollevò di quasi un metro dal pavimento e poi atterrò in posizione di guardia sinistra pugilistica. Sferrò un primo jab di interdizione e poi un diretto destro con il braccio forte al plesso solare dell'ignaro infermiere che stava comandando le operazioni, piegandolo in due. A questo punto la piccola calca che si era formata attorno a lei si aprì e lei subito ne approfittò per fuggire da quella situazione imbarazzante. Quella vicenda stravagante la impressionò molto e la usò per cercare di trovare una valida e più sana alternativa al fumo tradizionale. La soluzione non tardò ad arrivare e provenne, come sempre più spesso capita, dalla rete. Da qualche mese infatti si stava espandendo velocemente un nuovo modo di fumare attraverso degli appositi marchingegni di brevetto giapponese. Tali diavolerie non prevedevano infatti l'uso di tabacco, e non già qui la cosa doveva far pensare. Si basavanoinvece su una miscela liquida di origine prettamente chimica, che forniva la medesima sensazione della sigaretta ma con risvolti sanitari molto migliori e meno invasivi. La differenza stava nel procedimento che eliminava la combustione fisica del tabacco ed adottava invece la vaporizzazione degli eccipienti usati. Daniela non attese un attimo e corse ad acquistare quella che la ditta produttrice aveva ribattezzato la "sigaretta in onde medie" , altrimenti volgarmente detta sigaretta elettronica. Stanamente non costava neppure una fortuna come avrebbe immaginato. Il negoziante, un nord-vietnamita con i capelli platinati, le consegnò una mini-valigetta 24 ore ed uno scontrino di intonaco che fungeva anche da garanzia. All'interno della confezione erano contenuti 114 pezzi da montare, ognuno indispensabile. Il libretto delle istruzioni non esisteva. Trovò casualmente un foglio della grandezza di un francobollo, dove in sedici lingue era riportata l'indicazione: "per le norme di assemblaggio scaricare il manuale in PDF sul nostro sito internet pormoni.com". Daniela decisa ad andare in fondo alla spinosa questione avviò il download che durò praticamente mezza giornata. Quando finalmente riuscì a visualizzarlo si accorse subito che era stato tradotto grossolanamente in una lingua che era un crocevia tra lo slavo dei vecchi navigatori per auto, il milanese rampante ed alcune inflessioni di grecanico. Presa dallo sconforto più profondo, Daniela si rivolse all'intelligenza artificiale per strigare l'arcano. Caricò il file in PDF su Gemini del suo profilo. Immediatamente lo schermo del telefono divenne completamente di colore ciano fluo. Contemporaneamente, senza dare alcuna possibilità di tornare indietro, apparve l'odiosa rotellina di elaborazione, recitante l'insopportabile frase: "attendere prego". Dopo tre giorni infiniti senza segnali, impossibilitata ad interagire, Daniela, in preda ad una giustificata crisi di nervi, decise di immergere il telefono in una soluzione consigliata dalla nonna a base di soda caustica, idraulico liquido ed anitra w.c. L'inzuppamento non durò più di due secondi. Quando la ragazza lo fece timidamente riaffiorare, il telefono risultava palesemente redento. Lo schermo emanava un gradevole odore di sandalo vetiver ed i tasti erano a forma di cuore. L'algoritmo dell'intelligenza artificiale, probabilmente impaurito, aveva spedito il manuale, onde evitare problemi futuri, tramite corriere, con raccomandata con ricevuta di ritorno corredato da una confezione ultra-natalizia di Ferrero Rocher alla vecchia Romagna. Il montaggio, seppur perfettamente spiegato con figure chiare, fu alquanto laborioso, ma alla fine Daniela vinse la sfida ed assemblò in modo ineccepibile la sigaretta in onde medie. Dopo averla caricata in 5G con un'apposita presa usb in gel vegetale, potè finalmente assaporare il nuovo tabagismo del terzo millennio.

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