giovedì 11 dicembre 2025

Il maratoneta adamitico

Accettarono di buon grado l'invito della coppia amica. I loro figli erano inseparabili e rifiutando la proposta rischiavano il classico conflitto familiare. Il programma era  intransigentemente green, basato sul trekking e sul contatto con la natura. L'idea era quella di trascorrere un week-end lungo, cioè dal venerdì, in montagna sulle bellissime dolomiti. La particolarità consisteva nel trovarsi in stagione invernale, per cui potevano fare attività diverse da quelle standard classiche del periodo estivo. Il progetto si componeva di un primo giorno di "acclimatamento" passeggiando per malghe e rifugi, di un secondo giorno, quello più accattivante, partecipando ad una ciaspolata natalizia esclusiva  fortemente sentita dai nativi ed infine l'ultimo giorno osservazione degli stambecchi della Marmolada ad impatto zero, camuffandosi da cespugli di vischio. Il venerdì quindi esordirono muniti di scarponi Nabjjiajjiajji e zaino Quequeoqua alla scoperta  di fattorie tipiche e rifugi alpini.Il freddo era pungente. Le figlie, in considerazione soprattutto della giovane età, erano completamente a loro agio, risultando quasi immuni ai morsi del gelo. Loro invece, che non erano assolutamente abituati all'ambiente strong montano, avendo sempre preferito pinete ed atolli, onde evitare una ipotermia certa, per scaldarsi si dettero a bere grappe ed altri distillati di consistente gradazione alcolica. La conseguente ed inevitabile sbornia fu galattica.Vennero ritrovati nell'imbarazzo generale abbracciati ad un abete secolare mentre inveivano pesantemente contro lo sci di fondo e la discesa libera di Kitzbuhel. Il giorno successivo, superando una renitenza profonda ed un'emicrania da comunità di San Patrignano, partirono per la ciaspolata, seppur con morale e decoro sotto i dopo-sci. Calzarono le tipiche racchette ed immediatamente caddero di muso sopra ad un calesse austro-ungarico, lasciato all'entrata del paese quale monito per le future generazioni per ricordare l'aberrazione di tutte le guerre. Timidamente si unirono, carichi di vergogna, alla coda della processione cercando dare meno nell'occhio possibile. La temperatura era glaciale, ampiamente sotto gli zero gradi ed in più la notte precedente era nevicato copiosamente. Come in ogni processione che si rispetti il patimento fisico è obbligatorio e quindi iniziarono a salire per un  sentiero con pendenza del 40% non di meno. Trascorsa circa un'ora di cammino serrato sempre di scalata, arrivarono a bordo di un piccolo boschetto, delizioso e dall'aspetto natalizio. Si fermarono per riprendere fiato defilandosi dal gruppo, che invece continuava a procedere spedito. Il luogo sembrava un quadretto della Thun. Per la prima volta riuscirono a godersi il momento e si rallegrarono di aver accettato quell'invito. All'improvviso sentirono sfrascare. Poteva essere una marmotta, una poiana del diaccio o un gatto delle nevi. La tensione divenne papabile. Tutti si zittirono all'istante per cogliere ogni rumore. Il momento tanto atteso finalmente giunse in breve tempo. Dal piccolo sentiero che tagliava ortogonalmente  il boschetto in due parti, spuntò LUI. Lui, era un uomo di mezz'età, capelli come Ivano dei Cugini di Campagna. La particolarità era l'essere completamente nudo da cima a fondo, abbigliato solo con un paio di mutande modello Cagi con patta maschile anteriore. Scalzo correva imperterrito con a terra un manto fresco  di neve di trenta centimetri. Nessun segno apparente di sofferenza o di affaticamento. Il runner-ignudo gli passò accanto senza degnarli di uno sguardo. Percepirono anzi, da parte sua, un sentimento di disprezzo verso di loro che avevano il corpo così oltremodo coperto. La situazione era surreale e data la sua manifestazione improvvisa non poteva essere in alcun modo immortalata. Quando fu al loro pari, il babbo avrebbe voluto fermarlo, ma preferì non agire per non arrecare fastidio o farlo sentire osservato. Decise comunque di manifestargli il suo apprezzamento dicendogli semplicemente: "complimenti".  L'altro senza nemmeno alzare lo sguardo gli rispose quasi stizzito:"è solo concentrazione" e continuò a correre imperterrito. Da quel giorno la sua vita cambiò. Rapinò  con successo sedici furgoni portavalori, sequestrò due industriali del Brenta ricavandone un cospicuo bottino, partecipò in qualità di protagonista maschile a tre film pornografici particolarmente spinti e posteggiò la sua auto per tre mesi filati in un posto riservato alla guardia di finanza senza prendere neppure una multa. Di lui si persero le tracce su di un volo per l'arcipelago di Los Roques in Venezuela e si dice che oggi guarisca i dolori del nervo sciatico degli indios nella foresta amazzonica senza l'uso di alcun unguento.

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