lunedì 24 novembre 2025
San Prospero
Oggi 24 Novembre è San Prospero, il nostro patrono e di tutti coloro che nella vita si sentono scansati, evitati, mai attenzionati, non contati nelle alzate di mano, costantemente reclusi in un anonimato assolutamente non voluto e considerati solo dall'erario.
martedì 18 novembre 2025
la commemorazione infinita
La storia si ripeteva ciclicamente ormai da una vita. Il primo martedì di ogni mese da oltre trent'anni, il suo vicino di casa allo scoccare esatto del mezzogiorno, sparava in aria dalla terrazza del soggiorno ben sedici colpi di mortaio. Quest'arma, un residuato bellico della seconda guerra mondiale in dotazione all'artiglieria tedesca, si diceva appartenuta a suo nonno, il tenente Otto Von Struppen. Leggenda recitava che l'uomo l'avesse strenuamente usata durante lo sbarco in Normandia, per difendere la spiaggia di Omaha dall'assalto delle truppe americane. Il nonno, pluridecorato postumo per l'eroismo ed il coraggio dimostrato in quella circostanza, aveva tragicamente perso la vita perché rimasto a secco di munizioni e quindi privo di protezione dall'aggressione dei nemici. Da una stima abbastanza plausibile di un commilitone presente, sembra che avesse sparato senza interruzione 15.627 bombe in diciotto minuti. In quel lasso di tempo infatti, come da testimonianza delle immagini girate da una troupe degli alleati preposta a registrare le sequenze dello sbarco, nessun soldato a stelle e strisce riuscì a superare l'impressionante linea di fuoco ordita dal tenente tedesco. Il nipote quindi, onde suggellare il valore dell'avo,ogni primo martedì del mese (la battaglia si era svolta martedì 6 giugno 1944) metteva in scena questa commemorazione attraverso il "bombardamento condominiale", effettuato fortunatamente usando proiettili caricati a salve. Il mortaio originale gli era stato inviato da un alto generale delle SS, molto amico del nonno. Dicerie e chiacchiericci post-bellici asserivano addirittura che i due fossero segretamente fidanzati, ma esso non aveva mai voluto credere a questa voce e la respingeva con forza da sempre. Il 6 giugno poi, giorno infausto dell'anniversario di morte, organizzava puntualmente una parata bellica in via Franz Beckembauer, la più rappresentativa del quartiere, ingaggiando a pagamento delle comparse. Nello specifico assoldava una cinquantina di cingalesi in ciabatte a cui forniva delle divise del III Reich prese a noleggio. Era lui stesso ad aprire la sfilata a bordo di una Dyane6 scappottata a cui aveva fatto mettere dei cingoli al posto degli pneumatici. La ripetitività nel tempo di tutte queste azioni non proprio asettiche, alla fine lo fecero giocoforza svalvolare. La mattina del 1 ottobre 1985, tutto l'astio che aveva accumulato detonò con violenza inaudita.Deciso a punirlo, imbracciò un ariete che aveva precedentemente costruito usando un dissuasore giallo di cemento come testa ed un attaccapanni ineccepibile della Foppapedretti come asta e sfondò la porta di casa del vicino. Una volta fatta irruzione, nel bel mezzo della commemorazione mensile, sapendo che esso era armato, gettò per confonderlo due bombolette puzzolenti all'aroma di uovo sodo ed un lacrimogeno artigianale fatto con Lacca Elnett, due cipolle di Tropea crude, mezzo chilo di carbolina ed un goccio di olio essenziale all'ortica. Il vicino tentò goffamente di volgere la bocca del mortaio verso l'interno dell'appartamento per rintuzzare l'attacco, ma a causa dell'effetto sorpresa e della perfetta strategia messa in campo dall'avversario nevrotico, perse per alcuni secondi il senso dell'orientamento. Approfittando di questa defaillance, in preda alla furia omicida assalì alla baionetta il vicino crivellando il corpo con una cinquantina di colpi inferti con un coltello seghettato da pane raffermo. Ritornato in sé, fu assalito da un violento attacco di panico e tentò di far sparire il corpo gettandolo nel cesto dei panni sporchi scuri, non accorgendosi che ancora respirava. Quando arrivarono i paramedici nel luogo della mattanza, allertati da un tronista dirimpettaio svegliato bruscamente nel sonno dal fracasso generato dalla colluttazione, lo trasportarono a sirene spiegate verso il più vicino ospedale della zona. Operato di urgenza per undici giorni filati, venne miracolosamente sottratto alla morte. Oggi vive in un polmone di acciaio di sesta generazione con Wi-FI e aria condizionata senza polline.
martedì 11 novembre 2025
La Banda del Salame
La loro strategia era, pur nella sua estrema semplicità, sorprendentemente efficace. La tattica consisteva nel insediarsi in un punto strategico della città riguardo al commercio e poi iniziare a sterminare i vicini, peggio se diretti concorrenti, impostando una fitta trama di azioni scorrette dal punto di vista etico ma incisive da quello pratico. Al comando della combriccola, per auto-imposizione e non per elezione democratica, si trovava "Vanna nido di merlo", nome chiaramente di battaglia. La donna si era imposta quale stratega e cervello operativo della banda per il suo potere economico, che non esitava a sbandierare agli altri componenti, molto frequentemente costretti alla compilazione del modulo ISEE, per ottenere agevolazioni fiscali. Il modus operandi era generalmente sempre lo stesso: stanziarsi senza clamore in un luogo ritenuto cruciale e distruggere, senza porsi scrupoli morali, l'intorno. Questo metodo di demolizione veniva espletato attraverso due binari divergenti ma alla fine concatenati, quello psicologico e quello materiale.La parte diciamo spirituale era indubbiamente quella più difficoltosa e sotterranea. Poteva spaziare dalla pratica di sedute spiritiche, all'invio di trucidi anatemi o anche all'effettuazione di messe nere officiate da famosi menagrami cittadini. Sul piano materiale veniva perseguita una linea di fine terrorismo che andava chirurgicamente a colpire le piccole scocciature quotidiane, come la spazzatura, i lamenti, debitamente indirizzati, dei passanti non occasionali, eccetera. La chiave vincente di questa prassi era l'inesorabile costanza della messa in atto, in modo che, prima o poi, il sistema nervoso del malcapitato concorrente andasse in frantumi. Una strategia in definitiva che i varani di Komodo attuavano dalla notte dei tempi, per riuscire ad abbattere prede molto più grandi di essi. Dotati di un veleno con effetto retard e non molto potente, mordevano il malcapitato e spropositato bufalo contando sull'effetto sorpresa. A questo punto, senza fretta, attendevano pazientemente, senza mai perderlo d'occhio, che il bufalo, sempre più indebolito dalle tossine, cadesse stremato a terra diventando il banchetto luculliano. Questa tattica si ripeteva ormai da molto tempo ed il meccanismo perciò era perfettamente rodato ed oliato che funzionava praticamente da solo. Così è successo anche molto recentemente. L'ostacolo in questa missione sembrava insormontabile ed invece come l'azione del fiume Colorado ha scavato e continua a scavare il Grand Canyon nel tempo, la famigerata "Banda del Salame", ha abbattuto il suo trofeo, fino ad oggi più prestigioso: il sultano degli alimentaristi carissimi. Gli accidenti, oltre alle altre azioni di guerriglia, sono arrivate al bersaglio con precisione svizzera e l'uomo di Neanderthal della cinta e dei sott'oli-pepita, ha dovuto capitolare, suo malgrado, opponendo anche una resistenza strenua e valorosa, a cause di forza maggiore di origine celeste.
mercoledì 5 novembre 2025
IL Tuttaio
“Perché dovrei sentirmi in colpa?” si chiese.
“Dopotutto io con lei ero stato estremamente chiaro, anzi lustro come un boccino da goriziana. La nostra era una storia di puro divertimento, niente di più. Non avevo alcuna intenzione di impegnarmi proprio ora che ero uscito macinato da un poli-amore durato dieci anni”.
I pensieri si accavallavano aggrovigliandosi sempre più.
“Come al solito le donne partono lanciate ostentando una libertà da paradiso fiscale. Niente legami, vita mondana e fine-serata di valore con lo scudetto Vallespluga. Peccato che la durata di questo idillio sia pari, se non inferiore, ad un ombrello retrattile fabbricato in Angola. In men che non si dica, iniziano a pensare, a collegare ogni granello a quello precedente. Analizzano tutto, adoprano l'amigdala fino a ridurla a brandelli. In un attimo, il rapporto risulta superficiale, maschilmente vuoto. A questo punto scatta l’offensiva di terra e nasce la necessità di trovare un obiettivo. Si passa cioè dal Negroni o lo Spritz con il Campari, all’istinto di maternità in un batter d’occhio”.
Rimuginava da quasi un’ora e non era abituato. Il nervoso lo stava lentamente sormontando.
“Ma poi sono sempre stato integerrimo con lei. Fedele e non per obbligo morale. Gliel’avevo detto a caratteri cubitali che ero un tuttaio, uno che spesso in vita si era trovato a meraviglia con l’amore di gruppo ed il cosmo che gli ruotava attorno. Questa con lei era da considerarsi una parentesi e non si poteva pretendere di soffocare la mia indole”.
Fortunatamente squillò il telefono, facendogli interrompere questo meeting psicologico estenuante. Di solito a numeri sconosciuti non rispondeva perché erano sempre perdite di tempo. Stavolta invece, senza nemmeno accorgersene distrattamente rispose. Dall’altro capo della linea, in viva-voce, si palesò una delegazione di nudisti della Camargue. Gli dissero che avevano reperito il riferimento da un suo conoscente che aveva partecipato ad un happening sui poligami, svoltosi poche settimane prima in Polinesia. Dalle informazioni ricevute avevano stabilito che lui poteva essere la persona adatta a partecipare al loro ambizioso esperimento sociale: creare una factory a scopo puramente sessuale, totalmente libera situata in un alpeggio delle dolomiti lucane, al riparo da sguardi indiscreti e chiacchiericci.
Rifletté, rientrando nei suoi canoni usuali, per cinque secondi ed accettò entusiasta la proposta. Gli comunicarono che con lui la lista dei partecipanti era ufficialmente chiusa. Il giorno prefissato si presentò carico di aspettative presso la malga dell’amore, munito unicamente di una busta della spesa come bagaglio, contenente spazzolino pieghevole e dentifricio da aeroporto, deodorante roll on, una confezione di Novalgina, due mutande con la scritta UOMO a caratteri cubitali ed una caraffa quattro-stagioni piena di Citrosodina.
Il gruppo era formato da venti unità, di cui ben diciassette, come spesso succede, di sesso maschile. Subito dopo il primo appello iniziarono le prime scaramucce dovute alla marcata disomogeneità di genere. La tensione sfociò quando molti partecipanti uomini attesero per espletare il proprio turno eterosessuale molto più di un codice giallo al pronto soccorso. In particolare un americano del Wisconsin, tale Barney Rubble, tentò di azzannare alla carotide un portoricano Manuelito Traseiro, reo, a suo modo di vedere, di aver saltato la fila mediante l’uso di un sotterfugio di basso macello. Dopo alcune settimane di problematica convivenza, furono chiamate ad intervenire le forze dell’ordine nel tentativo di placare gli animi. Fu incaricata una guarnigione della guardia venatoria capeggiata dal comandante Assiolo Uccello, il quale ordinò l’irruzione nel casolare in piena notte, mentre si stava svolgendo un’orgia feroce.
Fu una mattanza, paragonabile a quella che anni dopo si verificherà al G8 di Genova del luglio 2001 all’interno della scuola Diaz. Tutti i partecipanti furono arrestati e condotti nudi all’esterno dove erano attesi da una massa di fotografi affamati. Senza poter interpellare nemmeno un avvocato, furono poi imprigionati in uno scantinato abbandonato della città fantasma di Craco in provincia di Matera.
Vennero liberati solo dopo una serrata protesta dei parenti più stretti che si incatenarono vivi alla piramide di Micerino per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere l’immediato rilascio di tutti i detenuti. Rilascio che verrà concesso alcuni giorni dopo questo gesto eclatante direttamente dal Ministro delle pari opportunità Galeazzo Musolesi.
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