martedì 14 ottobre 2025

Una musata di altri tempi

"Carlo", gli disse la madre, " per favore corri subito in farmacia a prendere un antipiretico senza benzedrina per il nonno che ha febbre altissima. Mi raccomando comunica alla dottoressa Sifone, che quello che abbiamo acquistato la settimana scorsa a base di tensiosfaraglio non va assolutamente bene perché gli provoca immediatamente tosse asfittica ed attacchi diarroici ad intervalli regolari. Mi raccomando non fermarti a parlare con nessuno. Anzi, mettiti il passamontagna che babbo usa per andare a caccia per non farti riconoscere, altrimenti faccio prima a chiamare un Glovo". Carlo uscì di casa a razzo, senza neppure lavarsi i denti. Indossò la maschera del Dottor Octopus, acerrimo nemico dell'Uomo Ragno, usata alcuni mesi prima per il veglione di carnevale, perché nella fretta non riuscì a trovare il passamontagna caldeggiato dalla madre. Sempre per la foga si dimenticò di indossare le scarpe e si lasciò ai piedi i sandali in rovo dei frati benedettini di Spello, che calzava in casa per espiare preventivamente i numerosi peccati di natura carnale che commetteva durante l'arco della giornata. All'esterno l'aria era rigida ed il marciapiede era coperto da un velo d'acqua gelata dovuto alla pioggia caduta copiosa nella notte. Appena fatto il primo passo in strada affondò in una pozza marmata. Percepì subito un violento crampo al polpaccio destro e conseguentemente il blocco dell'intera gamba. Per alcuni interminabili secondi tentennò in precario equilibrio per poi, a causa dell'assoluta mancanza di sensibilità dell'arto, precipitare violentemente a terra. Come paralizzato, non riuscì a mettere le mani per attutire la caduta ed atterrò , complice la forza di gravità, di muso sull'asfalto granitico. Appena toccato il suolo, per il dolore lacerante, cadde in un sonno profondo. Quando si destò, si trovava in una camera d'ospedale. L'infermiera, una splendida infermiera Balck&Decker della Silicon Valley, gli comunicò a bruciapelo che era rimasto in coma per ben quarantuno anni. Da circa venti poi, a causa di un corto circuito all'intelligenza artificiale del Primario del Reparto, la sua cartella clinica era andata persa e quindi lui era stato depositato nello stanzino delle medicine scadute. A lungo andare le esalazioni di queste probabilmente lo avevano riportato in vita. Prese i suoi effetti personali e senza salutare uscì dalla clinica. Percorse poche centinaia di metri si rese conto di essere obsoleto, perché era l'unica persona che camminava in modo tradizionale, senza usare le galosce propellenti. Scappò in amazzonia dove visse oltre venti anni sopra ad una ninfea gigante senza mai voler scendere a terra.

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