venerdì 17 aprile 2026

Le dimensioni contano

Carburo finse di dormire con l’intento di ascoltare cosa si stavano dicendo la fidanzata Isotopa e la sua inseparabile amica Molecola. Anche se esse bisbigliavano prudentemente, riuscì a capire che la compagna lo tradiva spudoratamente con il suo collega di ufficio, tale Solfito. Carburo sentì l’adrenalina esondare dal collo ed ebbe immediatamente un istinto omicida, che riuscì però a reprimere anche grazie agli insegnamenti del suo maestro di meditazione online, il santone Soquieto Dentro. Decise di perseverare ancora nella finzione del sonno per carpire ulteriori segreti e particolari. Infatti, vedendo che l’uomo non si svegliava, le due donne divennero sempre più spavalde ed esplicite nelle loro confidenze. La conversazione si fece piccante. Isotopa lodava trionfalmente le performance sessuali dell’amante, asserendo con fermezza che niente avevano a che vedere con quelle modeste del fidanzato. Fu un momento critico per Carburo, nel cui animo insorse un mix esplosivo di odio e vergogna pudica che gridavano solo vendetta. Ancora una volta però, con una forza di volontà strabiliante, decise che avrebbe continuato nella sua sceneggiata del sonno pesante. A questo punto fu il turno di Molecola, che raccontò all’amica, la sua ultima esperienza omosessuale. Lei infatti era bisessuale dalla nascita e non aveva nessuna preferenza nello scegliere maschio o femmina. Alcune sere prima, intenta a fare la spesa al supermercato, aveva casualmente conosciuto davanti allo scaffale dei diuretici, Megane Gargiulo, una italo-americana convinta, tornata nella patria dei nonni per conoscere le sue vere radici mediterranee. Tra di loro era nata da subito un’intesa quasi morbosa, intensa. Avevano passato due interi giorni a letto, evitando anche di andare in bagno per non interrompere l’idillio. La mattina del terzo giorno però Megane Gargiulo aveva ricevuto una telefonata concitata da una fantomatica zia di Avellino ed era misteriosamente sparita senza lasciare traccia e dare spiegazioni. In ogni modo erano stati giorni infuocati che lei ricordava con enorme piacere, nonostante il brutto epilogo. La situazione psicologica di Carburo si faceva sempre più difficile, in quanto si sentiva nettamente il fanalino di coda della combriccola. Intanto Isotopa aveva ripreso a confidarsi e questa volta parlava proprio di lui all’amica. Diceva che era un pessimo compagno, egoista e maschilista all’ennesima potenza, con un corpo sempre più flaccido ed un pisellino da putto. Ancora non lo lasciava solo perché gli faceva più pena che schifo, ma presto lo avrebbe certamente fatto. Sarebbe fuggita con Solfito ovunque lui le avesse proposto di trasferirsi. Era troppo. Carburo in preda ad un violento attacco di colite spastica dovuta al sistema nervoso compromesso, si alzò dal letto in posizione eretta ma arcuata. Aveva la pelle d’oca in ogni parte del corpo e starnutiva violentemente senza tregua. Iniziò a schiumare dalle ascelle e poi fulmineamente si avventò su Isotopa. La donna però figlia di un giocatore d’azzardo professionista e di una pilota di motard, sfruttando gli insegnamenti dei genitori e con l’agilità propria di un postino di campagna si posò, mediante un energico balzo, sopra l’armadio quattro stagioni in posizione prona a contrasto con il controsoffitto beatnik. Molecola intanto si era armata con una gruccia in ferro battuto dell’epoca vittoriana ed approfittando del trambusto, l’aveva vibrata con tutte le forze in suo possesso, sulla testa del povero Carburo, che era caduto pesantemente a terra sbattendo il cranio con violenza sul pavimento. Isotopa intanto si era liberata dall’incastro armadio-soffitto e, con un triplo axel e doppio tolup eseguito alla perfezione, era piombata sull’uomo infliggendogli il colpo di grazia. Per niente intimorite le due donne avevano gettato l’ormai cadavere di Carburo dal balcone, preventivamente incellofanato con cura e lo avevano dato in pasto ad una squadra della Polizia Ice di Gatteo a Mare, in cerca di una vittima sacrificale da pestare senza alcun motivo, ma con la benedizione della patria.